LA VERA LIBERTA', IL SOCIALISMO, ED IL PIZZO CHE I PAESI DELL'EUROPA OCCIDENTALE PAGANO PER LA "PROTEZIONE" DELLA NATO

 

L’edizione telematica di venerdì otto maggio del quotidiano il manifesto riporta, a firma Claudia Fanti, una notizia interessante il cui titolo è: «Incaricati da Guaidó: 100mila dollari per rapire Maduro e portarlo negli Usa».

 

Non sappiamo quanto ci sia di vero in quella che è la dichiarazione di uno dei due statunitensi arrestati per avere, con il concorso di ben tredici paramilitari colombiani, tentato di invadere (!) la Repubblica Bolivariana di Venezuela.

 

Visto il numero di persone coinvolte nell’operazione, appare chiaro che si è trattato di una semplice provocazione – attuata dall’amministrazione usamericana per inasprire il clima – ma dà la misura dell’arroganza di Washington District of Columbia.

 

La stessa sconfinata boria che ha portato Michael Richard Pompeo, il segretario di Stato della presidenza di Donald John Trump, a firmare un’indecente dichiarazione per il settantacinquesimo anniversario della fine della seconda guerra mondiale.

 

Dallo scritto – del quale veniamo a conoscenza tramite l’edizione online di giovedì sette maggio del quotidiano La Stampa – firmato anche dai ministri degli esteri di alcuni dei regimi fantoccio dell’Europa dell’est, si scopre una posizione interessante.

 

Secondo quanto sintetizzato nel titolo dell’articolo – «Maggio 1945: “La fine della guerra non portò la libertà in tutta l’Europa”» – soltanto una parte del vecchio continente ottenne la propria emancipazione a seguito della sconfitta del fascismo tedesco e dei suoi zerbini.

 

Non possiamo che concordare con quanto espresso dal cittadino numero due degli Stati Uniti d’America e dai suoi tirapiedi cofirmatari del papello: una parte dell’Europa finì, come si suol dire, dalla padella nella brace.

 

Mentre la vera libertà si instaurava, grazie al fraterno aiuto dato dall'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche guidata dal compagno Stalin, nelle nazioni che diedero vita, nel 1955, al Patto di Varsavia – Albania, Bulgaria, Cecoslovacchia, Polonia, Repubblica Democratica Tedesca, Romania, Ungheria – diversamente accadeva altrove.

 

I Paesi del “blocco occidentale” caddero vittima, a partire dal 1949, del tallone di ferro dell’Organizzazione Terroristica dell’Atlantico del Nord, per la cui “protezione” pagano a tutt’oggi ingenti somme al padrone nord americano.

 

 

Bosio (Al), 09 maggio 2020

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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